Piani di razionalizzazione

I Piani di Razionalizzazione (PdR), previsti dall’art. 16, comma 4, del d.l. 98/2011, restano, anche nell’anno 2017, uno dei pochi strumenti in mano alle amministrazioni, per poter procedere alle revisione della propria spesa, utilizzando una parte dei risparmi, anche a fini incentivanti per il proprio personale dipendente, senza intaccare le scarse risorse del bilancio degli enti.

I piani di razionalizzazione devono essere approvati dagli Enti entro il 31 marzo ed hanno validità triennale. Nei comuni e nelle Unioni la competenza è riservata alla Giunta.

I piani di razionalizzazione:

  1. sono una opportunità e non un obbligo di legge;
  2. hanno durata triennale, ma vengono verificati ed aggiornati annualmente;
  3. l’obiettivo da conseguire sono le economie da realizzarsi in termini fisici (servizi resi alla collettività) e finanziari (risparmio delle risorse);
  4. il raggiungimento degli obiettivi deve potersi misurare con criteri oggettivi e deve essere certificato, a consuntivo, dai competenti organi di controllo;
  5. mediante l’utilizzo dei risparmi a fini incentivanti (massimo 50%), i PdR consentono il coinvolgimento del personale, a cui verranno riconosciuti dei benefici economici, in caso di raggiungimento degli obiettivi.

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