1. Premessa
La direttiva del 16 gennaio 2025, disponibile anche sul sito dell’ARAN, fissa obiettivi ambiziosi: promuovere la professionalità dei dipendenti pubblici e legare la formazione alla creazione di valore pubblico.
Nel documento si legge: «La promozione della formazione costituisce uno specifico obiettivo di performance di ciascun dirigente, che deve assicurare la partecipazione attiva dei dipendenti alle iniziative formative, in modo da garantire il conseguimento dell’obiettivo del numero di ore di formazione pro-capite annue, a partire dal 2025, non inferiore a 40, pari ad una settimana di formazione per anno».
L’obbligo delle 40 ore non è quindi un adempimento isolato, ma parte integrante del ciclo della performance. Ogni dirigente e responsabile è chiamato a promuovere la partecipazione del personale, e ogni dipendente a conseguire risultati di apprendimento misurabili, anche mediante il superamento di test “ove previsti”.
La direttiva individua inoltre gli ambiti formativi di carattere obbligatorio per tutte le amministrazioni: comunicazione istituzionale (L. 150/2000), sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008), prevenzione della corruzione (L. 190/2012), etica, trasparenza e integrità, contratti pubblici, lavoro agile e pianificazione strategica.
Si tratta di materie già oggetto di ordinaria attività formativa e che concorrono, a pieno titolo, al raggiungimento delle 40 ore pro capite.
2. È obbligatorio utilizzare Syllabus? Dove fare formazione?
Tra le novità più significative della direttiva vi è il richiamo alla piattaforma “Syllabus: nuove competenze per le pubbliche amministrazioni”, realizzata dal Dipartimento della Funzione pubblica e resa disponibile gratuitamente a tutte le amministrazioni.
Il testo precisa che, per l’attuazione dei processi di innovazione collegati al PNRR, le amministrazioni «si avvalgono in primo luogo delle risorse messe a disposizione attraverso la piattaforma Syllabus».
La locuzione “in primo luogo” evidenzia la priorità ma non l’esclusività dello strumento.
La stessa tavola n. 1 della direttiva (“Ruoli e profili di responsabilità in materia di formazione”) assegna agli enti pubblici tre funzioni principali:
– promuovere la formazione dei dipendenti, garantendo l’obiettivo delle 40 ore annue;
– registrarsi sulla piattaforma e abilitare il personale alla fruizione dei corsi;
– attivare ulteriori interventi formativi su risorse proprie o su fondi PNRR, ricorrendo a soggetti istituzionali o operatori di mercato.
È quindi pienamente legittimo che il Piano di formazione allegato al PIAO preveda percorsi diversificati: corsi ValorePA, attività in presenza o a distanza, iniziative organizzate da ordini professionali o associazioni, fino all’impiego di formatori interni, come previsto dall’art. 55, comma 8, del CCNL 16.11.2022.
In sintesi, Syllabus è solamente uno degli strumenti a disposizione.
3. È obbligatorio il test finale?
Un ulteriore dubbio operativo riguarda la necessità di un test o esame conclusivo per il riconoscimento delle ore formative.
La direttiva, a pagina 19, parla del “superamento del test postformazione, ove previsto”, lasciando intendere che la prova finale non sia obbligatoria per tutte le attività. È sufficiente che la partecipazione sia effettiva, documentata e coerente con le mansioni.
Il CCNL Funzioni Locali 16.11.2022 conferma questa impostazione:
– il comma 3 dell’art. 55 prevede che alcune attività possano concludersi con una certificazione delle competenze acquisite;
– il comma 10 stabilisce che le amministrazioni raccolgano, per ogni dipendente, le informazioni sulle iniziative frequentate, inserendo le risultanze nel fascicolo personale.
Di conseguenza, ai fini del computo delle 40 ore annue:
– possono essere considerate valide anche attività prive di test finale;
– sono riconoscibili corsi con semplice attestato di partecipazione;
– la tracciabilità e la coerenza con il piano formativo dell’ente sono gli elementi determinanti.
4. Conclusioni operative
Le 40 ore annue rappresentano un obiettivo di crescita organizzativa, non un vincolo formale.
Ogni amministrazione conserva la piena autonomia nel definire percorsi, strumenti e metodi, potendo integrare la piattaforma Syllabus con altre opportunità formative e con l’apporto di docenti interni.
L’essenziale è che la formazione sia:
– pianificata nel PIAO e coerente con le competenze richieste;
– documentata e tracciata ai fini della performance;
– finalizzata all’accrescimento reale della professionalità dei dipendenti.
Più che una somma di ore, le 40 ore annue vanno lette come una settimana di investimento nella qualità del lavoro pubblico.
Proprio per questo motivo è nato “Obiettivo 40 Ore”, il portale della formazione di Publika. Le lezioni, tutte della durata di un’ora, hanno un taglio mirato e specifico per i dipendenti degli enti locali. Non una formazione generica, quindi, ma operativa e concreta, per conoscere meglio il mondo dei comuni e delle unioni.
Una formazione trasversale densa di contenuti “che servono”.
Per maggiori informazioni: www.publika.it/obiettivo-40-ore

