di Lisa Castellani
Scongiurate le criticità che, dal 1° luglio 2026, sarebbero derivate dall’improvvisa revisione delle procedure contabili e di fatturazione.
Con il comunicato stampa n. 77 del 30 giugno 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha infatti chiarito che, nelle more della conclusione dell’iter europeo prevista per il 10 luglio, i soggetti interessati devono continuare ad applicare il meccanismo dello split payment senza soluzione di continuità anche successivamente al 30 giugno 2026 (data di scadenza autorizzata con la precedente decisione n. 2023/1552 del Consiglio UE).
Il chiarimento ministeriale si fonda sulla proposta presentata dalla Commissione europea il 17 giugno 2026, che prevede la proroga, fino al 30 giugno 2029, dell’autorizzazione concessa all’Italia per l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti, senza alcuna modifica all’ambito soggettivo di riferimento. La misura è pertanto destinata a continuare ad applicarsi ai medesimi soggetti già interessati dal regime. Sul punto si ricorda che, a partire dal 1° luglio 2025, non trova più applicazione il meccanismo dello split payment con riferimento alle operazioni effettuate a favore delle società quotate inserite nell’indice Ftse Mib (cfr. El News, “Split payment addio per le società quotate: novità in vigore dal 1° luglio”, 4 luglio 2025).
Come noto, ai sensi dell’art. 17-ter del DPR 633/72, in virtù del meccanismo della scissione dei pagamenti, l’IVA gravante sull’operazione indicata in fattura dal cedente o prestatore deve essere versata direttamente all’Erario dal cessionario o committente, scindendo quindi il pagamento del corrispettivo da quello della relativa imposta ed eliminando a monte il rischio di omesso riversamento da parte del fornitore.
Trattandosi di misura derogatoria rispetto al sistema ordinario, la sua operatività è subordinata alla previa autorizzazione del Consiglio dell’Unione europea, ai sensi dell’art. 395 della direttiva 2006/112/CE, su proposta della Commissione.
Bruxelles ha accolto solo in parte la richiesta formulata dall’Italia. Il Governo italiano aveva infatti chiesto di mantenere il regime fino al 31 dicembre 2029; la Commissione propone invece una proroga limitata al 30 giugno 2029, qualificandola espressamente come l’ultima autorizzazione. Si tratta di un elemento che lascia intendere la volontà delle istituzioni europee di accompagnare progressivamente il ritorno alla disciplina ordinaria.
La relazione della Commissione europea riconosce l’efficacia del meccanismo dello split payment, che continua a garantire risultati significativi in termini di gettito IVA, stimati in circa 4,6 miliardi di euro annui secondo i dati forniti dall’Italia, ma al contempo evidenzia il permanere delle criticità strutturali del meccanismo, legate alla frequente formazione di crediti IVA in capo ai fornitori della PA e alle connesse esigenze di rimborso o compensazione.
Per gli enti locali la proroga assicura continuità operativa e stabilità organizzativa, evitando interventi immediati su sistemi gestionali, procedure di liquidazione e assetti interni degli uffici finanziari.
Pubblicato su EL News il 03/07/2026
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