Corte dei Conti: è imprescindibile l’aggiornamento annuale dell’inventario del patrimonio

di Marco Terzi

Nell’operare quotidiano degli enti esso non rappresenta di certo un tema prioritario. Non è così, invece, per la Corte dei conti secondo la quale “Il mancato aggiornamento dell’inventario costituisce grave irregolarità gestionale alla quale il comune deve porre rimedio in modo che in sede di approvazione del rendiconto il conto del patrimonio sia predisposto in base all’effettiva consistenza, qualitativa e quantitativa.” Così si è espressa la Sezione Emilia-Romagna con la deliberazione n. 59/2026/PRSP resa in sede di verifica dei questionari annuali dell’organo di revisione di un comune. Tale attività, già dovuta sulla base dei principi della contabilità armonizzata, diventa ancor più imprescindibile in ottica accrual.

Nel caso in esame il comune, di dimensioni assai ridotte, aveva motivato il mancato aggiornamento del proprio inventario con la scarsità di risorse umane. Per la Corte, tuttavia, ciò non era una motivazione valida per giustificare il mancato rispetto di quanto previsto dall’art. 230 del Tuel. Questo, lo ricordiamo, dispone infatti che gli enti locali provvedano annualmente all’aggiornamento degli inventari. Ferma restando per l’ente la facoltà di redigere la situazione patrimoniale semplificata secondo le indicazioni contenute nel D.M. del 12/10/2021, in quanto avente popolazione inferiore a 5000 abitanti, il rispetto dell’obbligo di aggiornamento annuale è imprescindibile. Esso è necessario non solo per addivenire ad una corretta rappresentazione del proprio patrimonio, ma anche per consentire un utilizzo più razionale delle risorse e un più redditizio impiego economico dei beni. Ciò in quanto, proseguono i magistrati contabili, “(…) le attività connesse all’inventario sono propedeutiche alle politiche di valorizzazione di tali beni patrimoniali che l’ente deve attuare nel perseguimento degli obiettivi di efficienza ed economicità”. La migliore utilizzazione delle risorse richiede che anche il patrimonio sia gestito e reso economicamente efficiente; un passaggio essenziale per una migliore gestione del patrimonio è quello della ricognizione completa di tutti gli immobili di proprietà dell’ente, nella loro natura oggettiva, per le loro funzioni, per lo stato manutentivo, poiché solo da una visione complessiva si può partire con una programmazione per il migliore utilizzo del patrimonio stesso. Il che è come dire che un ente non può gestire al meglio il proprio patrimonio se nemmeno lo conosce né lo ha valorizzato adeguatamente. Il mancato aggiornamento annuale dell’inventario può riflettersi anche sulla gestione finanziaria ed economica del comune, posto che la conoscenza dell’effettiva natura e valore dei beni rientranti nel patrimonio permette anche un utilizzo più razionale delle risorse e un più redditizio impiego economico dei beni.

Al termine della disamina, la Corte accertava il comportamento omissivo dell’ente e lo invitava ad effettuare, tempestivamente, l’aggiornamento dell’inventario, quale principale fonte descrittiva e valutativa dello stato patrimoniale, posto che una carenza di tale supporto conoscitivo e documentale, potrebbe minare l’attendibilità e la verificabilità dei valori trasfusi nei documenti di bilancio.

Qui il testo completo della deliberazione della Sez. Emilia-Romagna n. 59/2026/PRSP

Pubblicato su EL News il 05/09/2026

Conosci il nostro servizio più richiesto?

👉 Gestione Inventario

📌 La Gestione dell’inventario richiede precisione e metodo.

Affianchiamo il tuo Ente nella ricognizione dei beni, per garantire una consistenza patrimoniale aggiornata e una base informativa affidabile, anche in vista della contabilità Accrual.

Affidati ai nostri esperti per una gestione del patrimonio più precisa.

Scopri tutti i servizi patrimoniali di Publika