di Andrea Bellini
L’avvicinarsi della scadenza del 30 giugno, nell’ambito della sperimentazione del nuovo sistema contabile “accrual” – già approfondita nell’articolo del 20 aprile 2026 – rende necessario avviare un’analisi sistematica delle principali criticità operative connesse alla predisposizione dei prospetti di raccordo. Prende avvio, pertanto, una serie di articoli dedicati all’analisi delle rettifiche e integrazioni da apportare nella colonna “C” di tale prospetto, che assume un ruolo centrale nel processo di riallineamento tra i valori dell’ordinamento vigente, disciplinato dal D.Lgs. 118/2011, e quelli richiesti dal nuovo assetto contabile.
Il primo aspetto affrontato riguarda l’evoluzione della “riserva per beni indisponibili”.
Nel vigente ordinamento contabile, tale riserva denominata “riserve indisponibili per beni demaniali e patrimoniali indisponibili e per i beni culturali” è determinata in misura pari al valore complessivo di tali beni iscritti nell’attivo patrimoniale, come previsto dal punto 6.3 dell’allegato 4/3.
Con l’introduzione del nuovo sistema accrual, la riserva assume la denominazione di “riserva per beni demaniali e patrimoniali indisponibili non soggetti ad ammortamento”, evidenziando sin da subito un cambiamento sostanziale nella logica di determinazione.
Il passaggio ai nuovi schemi comporta, infatti, una revisione concettuale significativa: nel modello attuale la riserva riflette indistintamente l’intero valore dei beni demaniali, patrimoniali indisponibili e culturali, senza operare distinzioni tra beni ammortizzabili e non; nel nuovo assetto invece, come chiarito dall’ITAS 4 (par. 10), la riserva deve essere commisurata esclusivamente al valore dei beni non soggetti ad ammortamento.
Ne consegue una riduzione del perimetro applicativo: i beni ammortizzabili, pur rientrando tra quelli indisponibili, non alimentano più la riserva, in quanto il loro valore è già progressivamente imputato a conto economico tramite il processo di ammortamento.
Si evidenzia, infine – con riferimento a quanto indicato nelle linee guida sul valore dei modelli di raccordo come strumento di supporto transitorio alla sola fase pilota – che l’automatismo di compensazione, il quale scarica sul Fondo di dotazione le differenze della colonna “C” indicata al paragrafo precedente costituisce una soluzione tecnica deliberatamente adottata per questa fase.
Qui potete scaricare l’ITAS di rifermento
Qui potete scaricare le linee guida del modello di raccordo
Pubblicato su EL News il 06/05/2026
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