Gli incrementi del fondo risorse decentrate sono cumulabili

di Monica Catellani

La Corte dei Conti, sezione regionale Toscana, con la deliberazione n. 80 dell’11 maggio 2026, ha evidenziato che anche a seguito dell’integrale utilizzo dell’incremento fino al 48%, consentito dall’art. 14 del decreto-legge n. 25/2025, gli enti locali possono procedere all’adeguamento del limite di cui all’art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017 nonché ad un ulteriore incremento del fondo, ma esclusivamente nei limiti e per le finalità indicate dall’art. 33, comma 1, ultimo periodo, del decreto-legge n. 34/2019.

Resta fermo che, anche in tale ipotesi, l’eventuale incremento del fondo resta comunque subordinato alla disponibilità di adeguate risorse in bilancio, al rispetto degli equilibri finanziari e dei vincoli di sostenibilità della spesa di personale, nonché alla presenza di specifiche disposizioni normative o di CCNL che ne legittimino l’attivazione.

Vale a dire che l’incremento del fondo delle risorse decentrate disposto ai sensi dell’art. 14, comma 1-bis può cumularsi con l’adeguamento del limite previsto dall’art. 33, comma 1, ultimo periodo, nonché con l’eventuale incremento del fondo connesso a tale adeguamento, esclusivamente nell’ipotesi in cui il personale in servizio nell’anno di riferimento risulti numericamente superiore a quello rilevato al 31 dicembre 2018 e, per effetto di tale incremento, risulti compromessa l’invarianza del valore medio pro capite del trattamento accessorio rispetto al parametro dell’anno 2018.

Pubblicato su EL News il 22/05/2026

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